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lunedì, 09 febbraio 2009

la ninfa (3)

 Beh, pare che qualcuno abbia accolto l’invito (a tutti un sincero grazie), per cui riporto i relativi prosieguo, e chiudo con un piccolo aforisma contro reticenti silenzi che ci consegnano alla solitudine, perché la felicità richiede sempre un azzardo:
 
Mancanza di un amore, sua ricerca solinga tra le pieghe dei sogni, celate ai miei bisogni.
Mancanza del mai visto, come onde del mare che arrivando allo scoglio, timorose ristanno.
Così pensavo nelle notti insonni, forte la mano a ghermire i miei sogni.
E negavo beltà al mio vivere il sogno, arrossendo al pensiero di quel verbo mai usato ed al corpo taciuto.
Era così che tendevo la mano annaspando nel buio, ricercando una mano, inventandone il tocco.
Era così che il tuo volto svaniva ed a quello di un altro rilasciava sembianza.
Lui mi voleva, incurante del tutto, infrangendo il suo culto, rinnegando il suo credo.
I mie dinieghi diventarono santi, a loro rivolgevo ogni notte i mie affanni, finchè un meriggio, ricercando riparo, tentai una prece, inchinata su un banco.
Fu sua la mano che cingeva il mio fianco, fu sua la bocca che saggiò le mie labbra.
Fu pioggia santa a pulire il mio corpo, fuggendo dalla sua invadenza in tuo ricordo.
Non dire ora che tu cerchi l’assenso, nella mai bocca è sapore d’assenzio.
Dimmi il tuo tocco, sentirò il rumore, se mai, sia mai, un giorno, io l’udrò alla mia porta
MaraGi 
 
...e la puella con le trecce sciolte, camminava a piedi nudi nei vialetti del giardino di Boboli... e inseguiva tra le immagini il suo tempo passato quando nobildonna era di Casa Medici...
io, nascosto tra rami d'ulivo chiedevo aiuto ad Afrodite e Diana per lanciarle i miei dardi d'amore.
baronerosso1 
 
Solo ieri sera, alzando gli occhi alla luna quasi piena,
ho pensato a te, mio re, immaginandoti
con lo sguardo fiero verso me, verso la stessa luna....
E mi son sentita regina,
oh..no...mai potrei sentirmi a te pari,
ma principessa ..ecco si...principessa !
Principessa dei sogni...
Sono andata al mio mare per ritrovarti, ascoltarti...rivederti...
Ho trovato i miei sogni riflessi in quelle acque,
oh come splendeva quell’argento lunare.....
Mi è sembrato di ascoltare la tua voce
mi è sembrato di vedere il chiarore dei tuoi occhi,
quell’azzurro tanto sognato,
fondersi sol per me
nell’oscurità macchiata dal chiarore lunare.
Mi è sembrato udire una musica carezzevole,
poche note a sottolineare un incontro fugace ma tanto tenero…
Per pochi attimi
(oh…dolci e semplici e interminabili attimi!)
mi è sembrato di sentirti con me
sentirti parlare alle mie orecchie
come il vento parla alle foglie,
la tua voce come strumento invisibile
per una piccola gioia, gioia infinita….
Per pochi attimi
(oh se fossero durati eterni !)
ho sentito le tue mani sul mio collo
due dita a carezzare vene pulsanti d’amore per te…
Mi sono seduta sulla riva per non cadere,
ho temuto che il desiderio di te
(inebriante)
mi facesse perdere ogni controllo.
Ho temuto di svenire, perdere completamente
la forza di mantenermi ritta,
ho temuto che il tuo entrarmi dentro fosse visibile agli altri,
ho temuto di non saper nascondere come si sente il mio corpo
quando tu dilaghi in me.
E poi….
e poi nell’abbraccio del cielo stellato
(stelle…sorelle amorose e complici…)
ti ho desiderato,
voluto ed amato,
con tenerezza quanto ardore,
con gioia e dolore,
dolore di perderti,
dolore di…
veder svanire un sogno….
Ma la mia gioia non finirà..
io lo so.
Perché mai finirà la brama che ho di te,
quest’amore sarà sì davvero per sempre
io lo so.
Non può finire l’amore perfetto,
perché il mio per te
è
un amore perfetto
Mi specchio ancora in queste acque e mi vedo…
vedo la mia figura dalle curve morbide
(che tanto desideri…)
Vedo i miei capelli sciolti per solleticare le tue labbra…
Vedo le mie gambe
che carezzi solo sfiorandole.
Vedo i miei occhi che parlano troppo….
(così mi fu detto un dì…)
Acque magiche….
Vedo tutto….
tutto quello che non c’è più !
(c’è mai stato…?)
Vedo la mia anima
per sempre prigioniera di te.
Ti saluto qui
mio mare,
acque calme e silenziose
per un amore che vorrebbe gridare
ma che ha perso la voce per sempre il giorno in cui il sogno svanì.
Tutti i sogni svaniscono all’alba…
Ma per ritrovarti,
anche se in sogno,
tornerò ancora qui a specchiarmi,
mio mare,
per ritrovare il mio re,
per sentirmi ancora
principessa dei sogni!
gillian56 
 
“Come i baci, le parole hanno giusta dimora sulle labbra.”
postato da: narrando alle ore 22:43 | link | commenti (7)
categorie: amore, racconti, amici, aforismi
lunedì, 22 dicembre 2008

permanenze

 Poco c’importa che le traiettorie sempre più divergano, la frequentazione procura compagni di viaggio, mutevoli al cambiare delle rotte, ma l’amicizia cerca e crea l’occasione, un forzato punto di tangenza che riavvicini le prore; così a lunghi intervalli s’inventa una scusa e, mentre il manto di zucchero s’inflette lento fra i gorghi del caffè, già si rinnova l’antica confidenza, e si ciarla fitto nel bisogno d’aggiornare le cronache, che mai avremmo interrotto, e ci s’accorge che all’appello della nota brigata molti hanno portato altrove le proprie sorti, rinnovando l’esodo che a generazioni alterne volge a settentrione i nostri passi. E’ un bilancio sempre sofferto quello che tradisce i lari per maggior fortuna, e gl’affetti piegano il capo alla contingenza, oggi più gravosa che in passato; ma lui mi spiazza e dice “Non è giusto, se fu questa terra a darmi sapienza, non può essere, ora che un po’ meglio so fare di conto e allinear fole alla mia causa, ch’io porti altrove questa poca scienza”. Lo ricordo appassionato al tempo che tutti recano alti principi al proprio blasone, ma per gl’altri le tinte s’annacquarono e si fecero incerti i contorni, lui invece non muta livrea, e paga sempre un prezzo a qualche ideale, e usa scomode parole che non comprano facili benevolenze, ma il ciglio resta alto a dispetto dei nuovi fardelli che gl’aggravano il passo, ed io riconosco gratitudine alla sorte per quei pochi suoi pari coi quali spartii il cammino.
postato da: narrando alle ore 23:56 | link | commenti (13)
categorie: amici
lunedì, 16 giugno 2008

in memoriam

 La vita, che fioriva in te come rosa selvatica accesa attorno alle mura di campagna, oggi diserta il respiro breve dei tuoi giorni, ed io attendo voce ampia d’amazzone, mentre stentoreo fiato accoglie il mio saluto. Ricordo che i doveri di scena ci costrinsero al belletto per donarti un tempo assai lontano da venire e tu, mite, incanutisti le chiome e disegnasti sul volto pieghe delle quali mancava indizio. Ora la sorte improvvida vela lo sguardo di un bistro malaccorto e più non ci piegano le risa di quel tempo, dal quale tristezza aumenta la distanza e segna definitivo distacco. Vedo quelli che ti amano pregare per te ogni nuova alba, e a sera vincono il sonno che vi separa, grati di attimi dolenti. Qui ogni istante paga il prezzo d’una pena, eppure è sperata conquista a coro di voci chiamata e sottratta al terrore d’un più ampio ammanco. Disparità d’una guasta clessidra c’affida allo sgomento d’un oscuro disegno, che sembra confutare la pietà del suo geometra. E’ uno stillicidio di attimi che si consuma, e questo mio tempo sciocco, fatto di continue attese e di storte parole, di appuntamenti mancati e traditi sogni, questo mio tempo vano oggi un po’ mi pesa.
postato da: narrando alle ore 21:10 | link | commenti (8)
categorie: amici, gli addii
lunedì, 09 giugno 2008

piccola nota di servizio

 Un sincero grazie a cuoredigiada, che ha voluto tributare un particolare apprezzamento a questo blog.
Thanks :)
postato da: narrando alle ore 21:42 | link | commenti (2)
categorie: amici
giovedì, 27 aprile 2006

Convivio
Sono gli amici di sempre, quelli che ci camminano di fianco anche se lontani; la cena è il pretesto, stare assieme è il piatto del giorno. Racconti consunti di goliardia tessono il nostro panegirico, e nell’ultimo bicchiere si stemperano risa sincere, e resta un’euforia stanca. Rattrista più di un dolore sentire l’allegria che s’allontana. Troppo presto giunge invisa l’ora dell’addio, e resta qualcosa da dirsi, che non ricordo, qualche accento da smussare, ma nelle ciarle annottate sotto casa si fugge l’ultimo commiato che ci riconsegna alla solitudine. Già m’assediano vecchie mestizie, un attimo e diventa ieri.
postato da: narrando alle ore 22:27 | link | commenti (13)
categorie: pensieri, amici

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