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lunedì, 22 giugno 2009

amori nuovi

 Com’è sciocco amore, se, passando per i luoghi che accolsero i nostri incontri, con lo sguardo ti cerco, e orizzonti da sempre noti d’improvviso cambiano volto, ed ognuno racconta qualcosa di te, d’un vezzo che t’accomodava i capelli in tal modo, o della veste a fiori che il tuo passo scuoteva, mentre da cieche distanze ti facevi più nitida e nuova al mio cuore, che t’accoglie da allora come insperata fortuna, e talvolta inciampa nei suoi battiti e smarrisce le sillabe, e, se mi chiedi conto dei miei pensieri, taccio, per non dire che sono comete in periodico orbitare attorno all’idea di te, che mi regali promesse di domani e quieti la smania antica di andare, d’afferrare al volo un qualche predellino verso ignota meta; oramai in tua assenza “altrove” è minaccia di confino.
postato da: narrando alle ore 20:59 | link | commenti (16)
categorie: amore

Commenti
#1    22 Giugno 2009 - 22:14
 
predellini che non accolgono l'andare
altri che misurano addii
comete fulgide ad adornare amori
polveri disperse di meteoriti morte
confini dell'amore
e amori confinati

tu esprimi sempre la prima delle due opzioni, il resto è storia, contrapasso alla tua
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#2    22 Giugno 2009 - 23:27
 
Io scopro in simili commenti il resto della storia, ed è sempre una sorpresa :)
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#3    23 Giugno 2009 - 09:48
 
...merito degli input...ho incrociato nella vita persone, se ci penso con caratteristiche simili, che mi hanno considerata proprio così: sorprendente :-)
Ma non lo sono con tutti, dipende dall'input
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#4    23 Giugno 2009 - 21:07
 
Beh, mi fa davvero molto piacere questa cosa che hai scritto!
Io assemblo ogni settimana queste quattro chiacchiere in croce, ma il vero risultato è lo scambio di emozioni che alle volte si realizza.
Thanks :)
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#5    24 Giugno 2009 - 07:41
 
casuale, questo risultato o forse no...io cerco di immaginare la scena, mi chiedo cosa stesse pensando l'autore, cosa avesse intorno, come e se ci trovo un pezzo di me conosciuta o ancora sconosciuta.
In questo degrado, ne parlavo ieri con un caro amico, chi scrive ha il dovere di usare le parole, anche le parole, per contribuire ad una idea di dignitosa cultura, partendo dal vero, bello o brutto che sia.
E non servono amplessi selvaggi a descrivere l'amore nè carni sbrindellate a parlare di dolore.
Basta lasciarli tra le righe, a farli cogliere al lettore, creando in questo empatia.
Mestiere difficile :-)

p.s. sono di guardia a quanto ti ho accennato e mi sono allargata un pochino, in attesa del cambio della guardia .
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#6    24 Giugno 2009 - 21:33
 
Io resto su toni ovattati, ma non sono contro un lessico più impattante, se davvero è funzionale alla narrazione, de gustibus…
Recepisco il p.s.
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#7    24 Giugno 2009 - 22:01
 
"...altrove è minaccia di confino"

questa me la segno!!!

P.S.: vedi che passo sempre e ancora di qua??? Non pensare che me ne dimentichi, solo perché non commento eh! :-)
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#8    24 Giugno 2009 - 23:35
 

piccolo piccolo
basso basso
tutte le fiaccole
tengono il passo

l'amore brucia
cerca l'oggetto
la veste a fiori
stravolge il petto

quieto nel sangue
genoma attende
il cor che langue
tempo non prende!

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#9    25 Giugno 2009 - 13:14
 
ci si strugge, o forse semplicemente ci si lascia cullare dalla magia di certi amori,

dove si inseguono chimere, ma senza le quali saremmo mancanti, di molto di più..di tutto..

un abbraccioforte

m.
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#10    25 Giugno 2009 - 21:43
 
* RosaTiziana: ma io me ne accorgo se passi anche senza commentare, perché al tuo solo transito, il blog s’abbellisce e sorride tutto :)
* orangUTAN: un incanto! Addirittura la rima, le ultime strofe sono sempre un cesello.
* biondograno: bentrovata, approfitto di questo tuo commento per una riflessioncina leggera che invoglia a ciarlare: un vecchio proverbio recita “Meglio avere amato e perduto, che non aver amato affato”, sarà vero? D’istinto viene da dire si, ma più cresce l’intensità del sentimento amoroso, maggiore è lo strazio della perdita, qualcuno su quel dolore c’ha imbastito cattive risoluzioni.
Che ve ne pare, meglio toccare entrambi gl’estremi, o piuttosto il limbo d’una vita disadorna, come canta Katerina Kanghelaki-Rooke?
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#11    26 Giugno 2009 - 06:28
 
senza dubbio gli estremi.
se..si può.
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#12    26 Giugno 2009 - 21:52
 
Temeraria! Il condizionale ci sta tutto… si Deus vult…
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#13    28 Giugno 2009 - 08:30
 
I fatti fluidi..quelli che a vederli creano piacere,anche se qualcosa manca..
ed è sempre tra i piedi,vivido e tale e quale,con i particolari esatti,un domani intriso di un amore passato,che pur sempre avviene in assenza di qualsiasi sostanza..


io a te t' imparerei ;)

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#14    28 Giugno 2009 - 15:20
 

in tre parole
divergono
umori
amori permettendo
precari
e condensano piogge
cadendo in mare.
cos'ho da perdere? sentii dire.
si ha da perdere
la propria povera
immortalità.
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#15    28 Giugno 2009 - 22:09
 
* veneredischiena: perché scrivi “intriso di un amore passato”? Lascia pensare ad un inconscio desiderio di offrire ogni gioia al bistro della malinconia.
* io resto sempre incredulo dinanzi alla tua capacità d’imbastire versi. Stavolta, in maniera del tutto irrelata, m’hai riportato alla mente una frase di Cesare Pavese, tratta (mi pare) da “il mestiere di vivere”:
Non ci si uccide per amore di una donna. Ci si uccide perché un amore, qualunque amore, ci rivela nella nostra nudità, miseria, inermità, nulla.
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#16    28 Giugno 2009 - 22:11
 
Vedo che il tema romantico v'aggrada, bene, perchè sarà il leit motiv delle prossime settimane.
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