Con levità accade che la sera si spogli del manto greve dei rigori di brumaio, e s’indugi per le vie e le piazze senza necessaria ragione, attardandosi dove un brivido sconsigliava la sosta, accogliendo quest’aria cheta che più non arrossa le gote, ma scopre spalle e riempie panchine di capannelli festosi. Con sorpresa accade che la malia s’avvolga attorno ad aerei sostegni che accolgono giochi di trapezio e ardite figure, e inverte gravità, ciondolando piedi all’aria, con le gonne che le si rimboccano sul capo, come le campanule anzi l’alba gravate dal peso della brina, ed un’improvvisa fioritura la scopre rossa in volto e lieta d’insperati consensi; armeggia allora nella pochette che tiene stretta al polso, e lasciandosi dondolare sulle note del finale, quasi languida nell’ondeggiare indugiante delle funi, n’estrae variopinti petali che lascia cadere su noi, come ultimo omaggio all’incanto che ci tiene, a sguardo fisso, ciascuno cullando un aereo sogno.