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lunedì, 24 novembre 2008

il porticciolo

 Le nuvole, compatte al largo, si sfrangiavano lungo la costa in tondi sbuffi che l’azzurro insidiava fra trasparenze d’ebano, e nella piccola baia gl’alberi dei diporti minacciavano d’impigliare quel cielo greve, come sospeso in precario equilibrio sulle acque, una candida coltre che puoi afferrare per un lembo e rimboccarci dentro i sogni, ed i miei s’appigliarono un giorno a quell’ondeggiante selva d’ammainate vele, con la quale spartivo l’attesa del largo, fremito d’ignoto alle più negato e qui costrette ad un pavido cabotaggio, e firmai a questi lidi promesse d’addio guardando i mercantili rimpicciolirsi all’orizzonte contro l’ambra del tramonto che raccontava storie d’altrove. Da quel tempo, che superò le attese, non mi lagno che la prora langue alla fonda, ma ancora allindo il ponte, ch’all’alzarsi dei venti, il mio legno sia pronto a salpare.
postato da: narrando alle ore 21:58 | link | commenti (13)
categorie: viaggi
lunedì, 17 novembre 2008

Rien ne va plus

 Allignano alcuni nella penombra sonnolenta dei piccoli caffè, deserti a mezza mattina, quando ciascuno provvede al suo travaglio, e a tratti s’affacciano all’uscio, come i guanciali messi all’aria dopo lungo deposito, con i volti incupiti dal fumo e le mani annodate dalla briscola, leste nelle movenze del gioco, che riempie il silenzio di vuote giornate. In un angolo qualcuno china il capo accanto ad una bottiglia vuota, per lui giunge notte ad ore impreviste. Per quanto lontano t’abbiano condotto i tuoi passi, è da questo grigio limbo ch’escono le più fantastiche storie, la realtà si veste di millanteria e ridisegna le proprie imprese in toni di leggenda. Io v’entrai dal basso d’un paio di braghette corte, una prospettiva favorevole ad ingigantire le cose, e gl’ammiccamenti di quei discorsi da trivio erano un torbido mistero che pungolava la curiosità, e mi trattenne quella sera allo spettacolo d’un tale che lasciava le proprie speranze in un paio di chiavi che soffocavano la loro corsa in un tonfo sul panno verde, mentre usciva con un sorriso malsicuro, a sguardo vago, come in dormiveglia, ed incrociandomi, con un buffetto sulla nuca, mi richiamò lontano da quei luoghi.
postato da: narrando alle ore 22:09 | link | commenti (15)
categorie: racconti
lunedì, 10 novembre 2008

lepidottero

 Lieve mariposa, altrove crocifissa in punta di spillo, pel capriccio crudele d’un battito immoto, l’arazzo screziato del tuo volo disegna evanescenti arcobaleni nel cielo grigio di questa stanza, che per te non tende reti ed inganni, ma sospende le proprie facezie e riguarda ammirato l’allegro dono della sorte, che gli tinge d’incanto un attimo breve, e s’adagia nello schiudersi lento delle tue ali contro il pallore delle cortine, come per un vezzo imprevisto, che del confronto si compiace, e riluce fra i tiepidi raggi del mattino, con trasparenze di variopinta velina che avvolge traiettorie a spirale. Nel chiaro varco delle imposte rivolgi e scompari, ed io non trattengo il tuo volo, pigrizia ci separa, noi restammo adusi al bozzolo.
postato da: narrando alle ore 21:39 | link | commenti (11)
categorie: pensieri
lunedì, 03 novembre 2008

dolce notte

 La sera incupisce un cielo bruno di caldo tramonto, come un sipario d’ombre che cala sul giorno e consegna alla memoria l’ore trascorse; volti e parole ancora ci tengono alla loro corte, e già grava sugl’occhi quel torpore che congeda gl’affanni. Morfeo vince l’acerba malizia dei tuoi pochi anni, e tu dormi un volto da bimba, a labbra schiuse come in attesa d’un ultimo bacio che ti conduca agl’incerti sentieri dei sogni, e si fanno casti i pensieri di chi ora ti guarda, e sulle chiome una carezza è il giusto tributo ch’a te è dovuto, ed il commiato si tinge d’antica tenerezza.
 
piccola nota di servizio
 Un ringraziamento a Gino Di Costanzo che ha accordato attenzione e apprezzamento a questo piccolo blog fatto più d’intenti che di talenti.
postato da: narrando alle ore 21:03 | link | commenti (10)
categorie: le donne

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