narrando

c'incontriamo al solito post

Chi sono

Utente: narrando
Nome: Antonio
sono un mercante di fole, il vostro sorriso è la mia sola moneta

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
lunedì, 25 giugno 2007

nottetempo

 Partimmo all’ora che spartisce i giorni, come briganti in fuga dal torrido meriggio. Le strade di notte sono ignote piste che si svelano tratto a tratto, sì come il buio le rigetta dal suo manto, breve scorcio di mondo che, oltre la carreggiata, cede alla tenebra. Noi, che tardammo la partenza, come pigri gufi schivi alla luce, il buio compensa con silenzio e frescura, agognata moneta d’un viaggio lunare. Al sommarsi delle ore s’assottiglia la compagnia, fino a che restano lenti rimorchi, doppiati in lunghi sorpassi, e non di rado più d’uno, fermi sul ciglio, si prestano mutuo soccorso. Passati quelli, ogni meta diviene confine del mondo, sorpresa e sgomento d’ignota solitudine su vie da sempre affollate. L’alba incede per lieve chiarore che addensa piano e restituisce i monti che costeggiano il cammino con fusti spettrali mormoranti vecchie fole allo scuoterli del vento, si chinano maliziosi al proprio vicino, ed è forse più un pettegolezzo da comari, che già i primi raggi colorano chiome vezzose. L’alba appartiene ad oriente, noi siamo d’opposta sponda, ma, giunti alla costa, la sua eco gioca in limpidi riflessi sul mare, e reca l’annuncio che s’è fatto giorno. Così infine si giunge al proprio lume, talvolta per cupa notte, e la meta si spera, in essa confidi, quand’anche l’orizzonte rabbuia lo sguardo.
postato da: narrando alle ore 21:33 | link | commenti (9)
categorie: viaggi
lunedì, 18 giugno 2007

ritratto di donna

 Bella, ch’a dirlo stentan le parole, con un volto da bimba a dispetto dei lustri che assommano ricordi e amori, amabile in ogni sua grazia e per l’insieme di esse, armonia d’incanti che rimanda il cuore in circolo, come un girotondo di fanciulli. Oltre l’orlo delle vesti che s’alleviano per l’estate, lunghe gambe tamburellano tacchi impazienti al ritmo insofferente dell’attesa. Rende un distratto saluto a quelli che l’invocano, e scaccia chiome insolenti se ingombrano lo sguardo che resta fisso ad un orizzonte misterioso. Provo ad indovinare fra i passanti quel fortunato che le impone attesa, al quale riserva sguardi altrui negati, ma d’improvviso un incerto sgambettare punta svelto l’ammirata, e una bimbetta, ch’ancora attende il primo suo lustro, le salta in grembo al grido festante di “mamma”, e già l’accolgono allegri abbracci, e mani affusolate le rassettano gli abiti e i boccoli indolenti. Abbracci e sorrisi dispensa la bella, ed ormai rasserenata, risolve la sua attesa, e s’allontana recando altrove la propria beltà, come le brezze recano sollievo ai bagnanti a picco della canicola.
postato da: narrando alle ore 21:52 | link | commenti (18)
categorie: le donne
lunedì, 11 giugno 2007

domenica pomeriggio

 Il mondo offre sfondo silente al brusio dei pensieri nelle ore calde che schierano tende e socchiuse imposte alla calura che avanza, o nei pomeriggi brevi di brumaio, che presto consegnano il giorno al suo tramonto, e già s'attende chiarore d'alba seguente. E' un tempo breve, ma denso e fecondo di idee. Turbinosa smania d'accadimenti futuri travolge ombre di malumore, e libertà soverchia fa si che fervide aspettative prendano forma all'orizzonte. Il tempo oggi ben speso è norma per il domani ed è tale e fattivo il risveglio della nostra mente che libera il cielo da grigi ottenebramenti.
 
*scritto a quattro mani con l’amico 1.21 GW
postato da: narrando alle ore 20:57 | link | commenti (8)
categorie: pensieri
lunedì, 04 giugno 2007

gocce d’estate

 Pioggia d’estate, come una malinconia di ragazzi, inappropriata eppur bella. Nei giorni di mare, stesi sul letto, gli scrosci recano soffi di frescura, altrove serrano frettolosi le imposte contro domestici naufragi, ma dal terrazzo coperto io sfido gli avversi nembi (calcolato azzardo di favorevoli aggetti). Al riparo dei lidi s’assiepano i bagnanti timorosi di bagnarsi, con gli sguardi mesti da diluvio, cercano un’arca che l’imbarchi, e apprestano inusitati parapioggia che li traggano a più lieve tedio. Ciascuno si ritrae al proprio guscio e le strade si svuotano, ché già pare svanita la bella stagione; ma, se appena sciama il battere delle gocce, ed una lama di sole incide il grigio manto del cielo, piovendo riflessi fra le fronde madide degli alberi, allora timide colombe recano il fuscello d’olivo che annunzia la terra ferma. Ed i naufraghi riapprovano alla plaga, seppur mutando il verso, e già smaniano quelle abluzioni che prima paventavano malanni. L’estate è questo sogno, che uno scroscio di pioggia trae a veglia, e presto cede all’oblio.
postato da: narrando alle ore 22:55 | link | commenti (13)
categorie: la pioggia

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.