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lunedì, 28 maggio 2007

domenica mattina

 Tace l’odiato trillo, da sempre importuno, e s’indugia tra le coltri fino a che il pendolo atteggia le lancette in posture ignote ai nostri risvegli. Allora ci scuote l’improvvisa coscienza del giorno che rischiara la stanza, come un ospite che anticipi la visita, ed è già tardi. D’ogni dove sonori richiami c’affrettano ai lavacri ed il sagrestano somma rintocchi per dispetto alla nostra pigrizia. La corsa s’arresta a ridosso del sagrato ed il passo s’ovatta d’imbarazzo tra le navate che già risuonano dell’omelia e vedono la nostra ombra defilarsi verso un opportuno cantuccio. Dall’ambone giungono inviti alla rettitudine, mente lo sguardo vaga tra i banchi in cerca di volti noti. Più tardi ci s’incontrerà dinanzi ad un provvido caffè. Occhi pesti di veglia sfidano il giorno inoltrato, si stringono dolenti al riparo delle ciglia, o barricati dietro scure lenti; gaudenti filibustieri, ciascuno a suo modo, ruba misteri alla notte; l’indomani è ventura da superstiti.
postato da: narrando alle ore 22:21 | link | commenti (16)
categorie: pensieri
lunedì, 21 maggio 2007

affinità elettive

 Poi te n’andasti e fu tempo d’addii, l’estate volse ad autunno prematuro, e il volo delle rondini offuscò il cielo, spessa caligine sul cuore, scura nebbia che abbrevia lo sguardo. Nel velo della tua partenza s’impigliano i giorni di sole e le promesse di letizia, sorrisi e palpiti, con te li porti e non te ne curi, che lo sguardo più non volgi alle diserte lande, già guida i tuoi passi un richiamo d’altrove. So ch’è giusto chiudere l’uscio dietro all’ospite che sceglie l’esilio, ma rugginosi cardini impongono sovrumana inerzia, e resta un ostinato spiraglio che dispera il tuo ritorno e si racconta favole di te.
postato da: narrando alle ore 21:20 | link | commenti (17)
categorie: gli addii
lunedì, 14 maggio 2007

Indugi

 Giovinezza non abbandona il suo presidio con suoni di buccina e strepitare di proclami, ma invia messi discreti a vagheggiare l’approssimarsi dell’autunno, Fra le schiere del crine qualcuno indossa candida veste, altri disertano lasciando il campo sguarnito, e le emozioni sul volto indugiano più che prima in pieghe ostinate. Da tali segni s’accorse che per lui l’astro volgeva al mezzogiorno, e quell’unico guanciale sul talamo lo rassegnò ad una vita di celibato, che certe cose, pensò, si compiono nel tempo a loro assegnato, e si fece aduso alla solitudine come s’accetta la sventura, facendo della rassegnazione un balsamo al dolore.
Per i viottoli che portavano al campo il glicine incorniciava il portale d’una piccola casa che schiudeva appena le imposte al suo passaggio d’una misura tanto lieve che solo il cigolio dei cardini svelava quegli innocui appostamenti, ed un giorno che l’uscio era aperto, s’avanzò fino al giardino che verdeggiava di quei fiori che la campagna disdegna come inutile ornamento che non sfama. Lei sedeva quasi nascosta fra i candidi baveri delle calle, che sempre danno ricetto a qualche insetto operoso. Il sole a stento vinceva la cupola verde delle fronde, eppure qualche raggio indovinava il cammino e le ricadeva fra le chiome dorate, rifrangeva sul volto e nell’iride chiara. Non le mancava beltà, ma, fragile come gli steli dei soffioni, fra quelle mura s’era tenuta al riparo dai venti. Non indugerò in romanticherie, dirò solo che infine s’erano decise le nozze, e per festeggiarla degnamente riservo due posti fra quelle arcate d’oro trapunte di rossi velluti dove avrebbero risuonato con voce più lene le arie che un roco grammofono le gracchiava da anni. Le lucerne s’erano appena chetate, che lui se la vide scivolare fra le braccia, come un burattino al quale vengano allentati i fili. Attese incredulo la sentenza, e poi disse con tono fermo “Io nun me nzorerò mai chiù”1 e riprese il suo triste cammino appena oltre il portale del glicine.
 
1 Io non mi sposerò mai più
postato da: narrando alle ore 21:49 | link | commenti (14)
categorie: amore, racconti, ricordi
lunedì, 07 maggio 2007

Le donne appartengono solo alle proprie passioni, il meglio che può accaderci è di farne parte per qualche tempo.
postato da: narrando alle ore 22:04 | link | commenti (15)
categorie: aforismi, le donne

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