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lunedì, 26 febbraio 2007

I pazzi

 Sebbene l’antico edificio fosse stato dimora baronale, era lontano dai fasti che pongono possenti telamoni a reggere timpani dorici, s’adornava invece d’una grazia semplice fatta di portali di piperno e spoglie arcate a riparo di soleggiate altane. Oltrepassato il fronte compatto sulla strada, s’apriva un cortile trapunto d’affacci e loggette, uno spazio introverso che gravitava attorno alla vera del pozzo mormorante di fresche acque ombrose. Lontane ormai le fortune della baronia, il palazzo ospitava quelli ai quali improvvida sorte rabbuia il lume della ragione, o talvolta soverchia coscienza cerca rifugio tra le tenebre dell’oblio. Uno fra questi, in un giorno fra i tanti, si fece incontro ad un calesse che recava visitatori per qualche suo compagno di ventura, e pretese da quelli di sapere come Dio passasse le giornate. Al silenzio degli avventori, riprese dicendo che per tutto il giorno imbastisce croci d’ogni misura, che lascia cadere giù dal cielo, e quello cui spetta minuto fardello si conforta della maggiore pena altrui, mentre il più afflitto aspetta con fiducia di fare le proprie rimostranze al divino artefice perché gli accordi celeste compenso. Poi lo sguardo gli si fece vago come per improvviso smemoramento, e se ne andò nel conforto della ritrovata incoscienza.
postato da: narrando alle ore 22:27 | link | commenti (18)
categorie: racconti
lunedì, 19 febbraio 2007

Perché piove

 Non per coalescenza l’aria si riga di stille cadenti su annacquati paesaggi; di tali fandonie si narra ad ammuffiti alchimisti persi tra gli alambicchi polverosi, come le fole ai bimbi per quietarli al sonno, gli si lascia in dono simili teorie perché la ragione vi si trastulli in un caleidoscopio di corollari. A poeti e pittori, a scalcinati narratori, a costoro si deve lo scrosciare di cieli plumbei, per loro i nembi oscurano l’aria e aprono le grigie cateratte, perché da quella nebbiosa malinconia sortiscano versi e strofe e cupi acquerelli offuschino le tele. Gli è complice Eolo, che dallo zenit dirotta sonore gocce a tracciare un incerto spartito sui vetri delle imposte, e il paesaggio dilava in tele impressioniste, sempre più astratte. Quando piove, non equoree gocce si precipitano da celesti altezze, ma come assenzio, perle di poesia che abbeverano cuori arsi dal silenzio.
postato da: narrando alle ore 21:52 | link | commenti (15)
categorie: la pioggia
lunedì, 12 febbraio 2007

Memento
 Ci promettemmo di custodire il ricordo a dispetto del tempo, ed io tengo fede al patto, ma ti penso di rado, accade però che, quando solitudine mi prende, è perché tu non ci sei; la nostalgia di te è male cronico che non voglio curare.
postato da: narrando alle ore 21:09 | link | commenti (22)
categorie: pensieri, ricordi
lunedì, 05 febbraio 2007

Di chiostri e porticati
 Per finestre di claristorio la luce non piove in basso, ma resta sospesa a mezz’aria e, come un’ospite riottoso, lascia in penombra i nostri volti e spinge lo sguardo ad un altrove che resta celato, e tra i chiostri, che fioriscono di rare gemme, l’orizzonte si nasconde tra teorie d’archi e assise di pietre, che neanche il digradare dei terrazzi vince quell’estremo confine e un accorto lituo traccia il perimetro d’un limitato cielo. Oltre quel portale si recitava il proprio lucernare al mondo in cerca d’un altro chiarore indifferente alle eclissi di febo.
Nell’età che incerta ci strappa all’infanzia, quando il mondo fa capolino oltre le vesti materne, si recò di buon passo al monastero che si stende ai piedi della collina. Traversò il lungo viale sul quale i platani verdeggiavano il ritorno di proserpina, ed il pendio imponeva ai polmoni ampi tributi dell’aria leggera che profuma gl’altipiani, ed un sole tiepido, ancora infreddolito dal recente brumaio, era bastante tepore alle gote arrossate. Così arrivo all’uscio col cuore leggero, in accordo a quelle campagne che si vestivano di petali nuovi, ma, quando fu nell’androne, la penombra delle ampie mura gli gravò l’animo d’una mestizia che rabbuiò i suoi propositi, e restò solo il vento a varcare quell’antica soglia.
postato da: narrando alle ore 21:19 | link | commenti (11)
categorie: pensieri, racconti

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