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lunedì, 29 gennaio 2007

Liberty
 Lasciata la piazza dove sciama il passeggio, t’inoltri per sonnolenti quartieri gravati da tristi abituri, alti casamenti d’uniforme grigiore, che s’accavallano in lontananza fino a farsi paesaggio che opprime. Tra questi, anacronistico, assediato tutt’intorno, s’apre lo scorcio verde d’un giardino, e le bouganville intrecciano i rami su un acciottolato ricoperto di muschio, fino ad un piccolo edificio, dove l’edera si fa pietra che sostiene sbalzi e cimase, attornia loggette e strette finestre che chiudono sul paesaggio sdegnose imposte di legno bianco che il tempo screpola impietoso. Dire dove termina il verde e principia la costruzione è impresa immeritevole pari a segnare confine tra realtà e fiaba. Lì t’immagino da sempre, vagante fra i protervi gigli e le sensuali orchidee, che gelose ti contendono beltà. Vedo le tue vesti frusciare tra quei sentieri variopinti, fra gli odorosi pergolati; un giorno ti tratterrò per la cimosa delle tue vesti lievi, e…
 
* si accettano suggerimenti per la chiusa
postato da: narrando alle ore 21:04 | link | commenti (19)
categorie: racconti, le donne, architetture
lunedì, 22 gennaio 2007

Didattica
Qualcuno ha scritto “sulle macerie dei nostri sogni costruiamo il nostro carattere”.
Però, quando i tuoi sogni sono una diserta cartago e il cuore a stento sopravvive a se stesso, allora ti copri di un velo di amaro e sorridi più di rado, quasi con riserva.
La didattica del dolore chiede un tributo assai caro, non sono certo sia un buon affare.
postato da: narrando alle ore 21:08 | link | commenti (17)
categorie: aforismi
lunedì, 15 gennaio 2007

il tempo che abbiamo è un infinitesimo di ordine superiore alla minima delle nostre urgenze
postato da: narrando alle ore 21:38 | link | commenti (3)
categorie: aforismi
lunedì, 08 gennaio 2007

Amare e bene velle
 Amore ci lega con nodi scorsoi, lontananza impone stretta al cuore, laccio al collo che mozza il respiro, è necessario ridurre la distanza, è sangue che scorre nuovamente nelle vene, gioia dello scampato periglio; è pace della passione che riprende il suo dominio, tiranno severo ma prodigo. Poi talvolta il lacciolo si spezza e nuova traiettoria vince l’orbita assegnata, sgomenti guardiamo il nostro satellite farsi cometa e l'affetto porta dolore che si fa rabbia, e gli slanci che prima erano lievi, poi acquistano peso, e tutto passa un severo setaccio di taciuti rimproveri. Quella stessa per la quale cantavi dolci imenei, l'affidi oggi ai lupercali, ed i capricci che secondavi con pazienza, ti paiono arcigne vessazioni, i suoi sussurri fraudolenti menzogne. Ma tutte le contumelie che cerchi con dolente cattiveria vogliono dire "torna", e gli strali che le invii addolorano te solo.
postato da: narrando alle ore 21:52 | link | commenti (15)
categorie: amore, gli addii
lunedì, 01 gennaio 2007

Pietas
 Si va per giardini di marmo, che reciso amore punteggia di fiammelle devote a rischiarare la notte che più non conosce alba, e nelle chiare mattine di sole i volti si susseguono a ritmo del mio andare e s'affastellano i fiori ovunque riposti ed il ricordo è un tributo di conio pregiato che segna l'estrema disparità fra queste schiere. Così, le mie rade visite tracciano un cammino imperfetto deviando per la parte antica, dove il tempo ha imposto l'oblio d'una memoria che spartisce uguale sorte, e volgendo uno sguardo distratto alle date spesso monche, a rilievo tra cadenti luminarie, mi pare di rendere un fugace omaggio a quei volti sbiaditi, che conobbero passione ed impeto ed ora ci fissano da vuoti fondali. M'attira da lontano un tintinnar di note, e mi sorprende questa nenia infantile qui dove il silenzio è dovuto, ma la tristezza mi prende come un brivido d’improvviso sferzar di vento, se m'accorgo che il suono giunge da un biglietto d'auguri lasciato aperto all'indirizzo d'una bimba, e quel vuoto messaggio canta l'infinito dolore d'una sorte inopportuna.
postato da: narrando alle ore 21:19 | link | commenti (18)
categorie: pensieri

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