Metro e rullina
Il rilievo di fabbricati è scoperta d'altrui segreti ed antiche maestrie, così per lunghe scale dirute sono sceso in antichi scantinati che s'approfondivano nella terra umida fino alle fondamenta, e volgendo lo sguardo in alto, al sommo di lunghe paraste, l'intreccio di archi e volte disegnava cieli di cattedrale nella rada penombra di lucerne, altrove stretti cavedii celati nel cuore di edifici barocchi davano accesso ad un pozzo disseccato e labirinti di capriate sorreggono tetti ai quali il vento ruba le tegole. Tra questi una piccola casa, diserta da sempre, come per un fatto improvviso che le aveva risparmiato lo spoglio destinato all'abbandono, narrava un frammento di vita lontano, che ancora le coltri coprivano un vecchio talamo e, non fosse stato per le ingiurie del tempo che ammucchiava frammenti di vetro ai piedi delle imposte e veli di polvere sugli arredi, avrei paventato l'arrivo dei proprietari a scacciarmi in malo modo. In un cassetto il ritratto d’una giovane donna, bella oltre il grigiore della foto che nega rossore alle gote e smemora l'indaco dell'iride. Sul dorso poche righe confortano d’una sorte difficile e rassicurano un domani di gioie prossime. La donna, per la quale so passato il tempo degli affanni, avrà avuto vent’anni, d’allora quest’unica missiva rimane, col fascino d’un messaggio affidato ai flutti, traversa pelaghi di anni e approda a questo schermo immemore a raccontare con parole desuete una speranza sempre uguale. Il cuore degli uomini batte un tempo che ignora il consumarsi delle ere.