narrando

c'incontriamo al solito post

Chi sono

Utente: narrando
Nome: Antonio
sono un mercante di fole, il vostro sorriso è la mia sola moneta

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
lunedì, 30 ottobre 2006

Riviera dei cedri (2)
M’addentro seguendo il corso d’uno scarso rivolo dimentico delle piene invernali. Rovi di more e fichi selvatici ai cigli delle strade seccano i propri frutti tra rari viandanti distratti. Attorno scarni pendii arsi dal sole, rossa argilla inospitale offre magro pasto alle greggi di capre che arrischiano la torrida salita. Mi fermo ad un bar, minuto avamposto, reduce d’una via da tempo abbandonata, contempla vecchi fasti ormai in rovina e si desta vedendomi entrare, con sorpresa, come per un ospite inatteso. M’accoglie un clima di ozio sonnolento e il trascinarsi stanco d’una donna all’estremo limite della propria giovinezza, lacere ciabatte e capelli raccolti in una crocchia che s’allenta. A sorpresa qualche battuta le strappa un sorriso, che spazza via il tempo e la noia, una mano sottile ricompone chiome ribelli e le ciglia calano a metà su occhi maliziosi.
 ... continua
postato da: narrando alle ore 21:48 | link | commenti (17)
categorie: racconti
lunedì, 23 ottobre 2006

Riviera dei cedri (1)
 Ogni volta la scogliera saluta il mio arrivo, e dietro quell’ultima ansa svela la distesa lunga della spiaggia, che da qui parte e s’estende fin dove puoi indovinarne il confine. E’ una dritta striscia punteggiata dalle vele colorate dei lidi, una distesa di ciottoli che scottano piedi nudi in fuga verso il bagnasciuga, e, una volta in mare, ancora per lungo tratto chiare acque te ne offrono la vista in fondali scoscesi. Sulla collina sta arroccato un cuore antico, memore di tradizioni altrove falsate e svendute. Per le ripide stradine s’affacciano case appartate, dietro le cui imposte immagini donne vestite di scuro guardarti con diffidenza, e a denti stretti ti rispondono quelli che per strada saluti. Sono architetture d’assedio, che, se t’inoltri tra i vicoli stretti, ti punge l’odore del vino che consuma il suo anno in attesa di vendemmia. Il piccolo borgo guarda incredulo le sue diseredate propaggini arrivate là dove lacustri canne marcivano l’acque basse e seccavano presto nella calura d’estate.
 ... continua
postato da: narrando alle ore 22:02 | link | commenti (17)
categorie: racconti
lunedì, 09 ottobre 2006

Rosso cagnetto
 Nel pomeriggio le imposte, aperte su stanze di sole, recavano i tepori d’una mite primavera, e il vociare allegro della strada mi confondeva i pensieri, invano ricondotti ai negletti studi. La bella stagione diffondeva profumi di nuova fioritura, come gli spasimanti lanciano brecce alle finestre dell’amata, e con tali lusinghe m’infondeva smania di vagabondaggio, fino a stanarmi dalle patrie mura in cerca di scellerata compagnia, come si cerca Gibilterra immemori della fidata Itaca. Allora guardavo il tappeto ai piedi del letto, dove un minuto Argo di fulvo pelo lucido consumava un sonno pigro, che lo sottraeva a qualche ora di noia. Con un filo di voce, muto ad orecchio d’uomo, lo destavo con inviti festosi al passeggio, fino a che, dapprima incredulo, cedeva ad un eccitato abbaiare tra saltelli impazienti all’indirizzo della porta. M’affacciavo quindi all’uscio con aria afflitta e lamentavo “Quanta pazienza con questa bestiola!”. Intanto eravamo in strada, dove il sole basso ci stringeva gli occhi in uno sguardo di rea complicità, poi era ozioso andare.
postato da: narrando alle ore 21:54 | link | commenti (13)
categorie: ricordi
lunedì, 02 ottobre 2006

Incipiente vendemmia
 Dai primi freschi della mattina, che increspano la pelle di brividi e mi allungano le maniche della camicia, da queste cose lo riconosco, l’autunno che avanza a piccoli passi, fa capolino di dietro a giornate piovose, sbircia e si prepara, come un bimbo dispettoso, a guastare la festa. Tra poco freddi venti spazzeranno le foglie nel patio e rugginosa monocromia coprirà la campagna. Allora risuonerà brulichio allegro e indaffarato di vendemmia, di vino nuovo da allettare nelle botti per un lungo sonno d’ebbrezza. Poca parte sarà destata anzitempo per una dolce anteprima, che uno sguardo aggrottato di malcelata condiscendenza concederà in piccoli sorsi ai bambini, pronto a redarguire ulteriori richieste. Quel battesimo dionisiaco si consuma tra lepide compagnie rallegrate dal caldo nettare che accompagna le braci sfrigolanti. E’ il compenso della fredda stagione che prepara il letargo dell’inverno, è in fondo un attimo, più allegro di quanto sua nomea non voglia, ed io “golosamente aspetto”.
postato da: narrando alle ore 22:34 | link | commenti (21)
categorie: pensieri

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.