1 settembre
Estate, che ci chiama a lidi costieri, scioglie ora il suo patto, e rapisce voci e risa a queste tiepide spiagge, orfane d’un torrido sole. Un affaccendato stivarsi di bagagli appresta la partenza, e gl’innamorati si giurano un arrivederci che ha l’assenzio dell’addio, lontano da qui un anno durerà una vita, e tempo prematuro scioglierà fragili voti d’attesa. Tra le case di bianche mura e pergolati, per gl’alveari di minuti alloggi, il brusio dei radi turisti scopre eco inattesa tra i viali deserti, e nella piazza risuona un solo accento d’antica memoria. Fila d’imposte serrate fronteggiano il mare, e il primo vento scuote le ammainate vele dei lidi, dove pochi temerari sfidano gelide acque. L’incipiente autunno miete i tavolini dei caffè, e ovunque ripone le insegne, e nel rinnovarsi degli usi consueti s’addensa la nostalgia per un passato recente di notti insonni e subitanei risvegli. Stravolti ritmi circadiani, obbedienti al richiamo della festa, riacquistano il proprio dominio, e già si è sopravviventi in attesa di rinnovato prodigio.