Gli amanti
Mi siede dinanzi tra arabeschi di ciocche bionde e gambe appaiate, ha lo sguardo fisso al finestrino, perso tra i fotogrammi dei suoi pensieri. Resti sparsi d’un rossetto slabbrato tracciano i segni d’una passione. M’incanta quel particolare negletto, che elude lo sguardo distratto allo specchio del belletto e tradisce l’ultimo bacio che allevia il distacco, e gl’altri che l’hanno preceduto. E’ bella questa donna, custode maldestra d’un romantico segreto, ed invidio chi assieme a lei divide quel pegno d’omertà ch’è l’amore, che è nascosto, quand’anche acclarato, perché fatto d’intime concessioni ed osceni sussurri che mordono le labbra e naufragano in grida soffocate. Così sono gli innamorati, affiliati d’una carboneria binaria che non accoglie adepti, e consuma nel talamo la propria rivolta.
Si ferma il bus e la guardo andare via, se mai è stata qua.