Il destino
Si sacrifica all’altare della fortuna sperando di ingraziarsene i favori, e si lasciano ex-voto nelle ricevitorie del lotto. Così la sorte, come divinità pagana, decide per capriccio i nostri giorni, se ne prega la manna, ma si temono gli strali, e la vita diviene attesa dell’evento risolutivo. Ma non s’inciampa nelle occasioni come per strada ci s’imbatte in una moneta. Il destino è il calcolo sbagliato delle probabilità, perché ad ogni voltare d’angolo, sono infinite le strade possibili, ma chiedono un pegno di volontà e tenacia, e disertare l’azzardo è sempre cammino più agevole. Nella più fantastica ventura c’è la curiosità e il piglio di scoprire l’effetto ultimo d’una scelta, ed è un avanzare sordo, tanto più ostinato quando ci sferza vento contrario e la prudenza suggerisce la resa. Un giorno perderò il lume della saggezza, ch’è pavida follia, e scioglierò le vele ad un vetusto brigantino, che scricchiolante salperà verso un orizzonte incerto.