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martedì, 28 febbraio 2006

Tricromia del cuore
Ieri ero col mio amico 1.21 GW, quando durante un discorso faceto, come preludio di una freddura che ho subito scordato, mi è venuto di dire “secondo te l’odio che colore ha?” Mi sorprendo e rispondo per primo “nero”, ma l’amico oppone che è un colore troppo netto, adatto piuttosto ad un sentimento intenso e perciò passeggero come può essere l’ira, suggerisce invece un grigio scuro come una fuliggine sul cuore, un deposito lento e difficile da scrostare, qualcosa di duraturo. Così mi è venuto di stilare una piccola tavolozza dei sentimenti, un essenziale cromatismo dell’anima.
Odio: grigio come detto sopra.
Amore: qualcosa tra il rosso ed il viola, perché ha sempre un suo lato torbido: la passione sensuale, il possesso, la gelosia…
Gioia: giallo, il colore più vicino alla luce, ma con un tocco di vitalità in più, un caldo barbaglio nella mente, euforizzante ed un po’ ingannevole.
Se vi và, lasciate la vostra tricromia del cuore, Rimbaud non ce ne vorrà :-)
postato da: narrando alle ore 13:06 | link | commenti (8)
categorie: pensieri
lunedì, 20 febbraio 2006

Gli addii
“Addio” è un errore di valutazione, un danno sottostimato. Pensiamo che gli altri cristallizzino nell’attesa di noi, e lasciamo che i giorni passino, che altre persone ci sostituiscano e lentamente ci disabituiamo alla loro compagnia. E’ col tempo e per sua colpa e non per nostra scelta che pronunciamo sempre meno un nome e più di rado un pensiero ci fa visita. Sono le contingenze ad allontanarci ed il risultato, sortito in maniera quasi casuale, ci soddisfa in modo sadico. Accade però che un giorno ci voltiamo e ci rendiamo conto che il processo, pur avanzato per mutazioni infinitesime, non è più reversibile. Il gioco ci ha preso la mano, ora la distanza smargina i lembi di una ferita. Il tempo è una iattura, corrompe i sogni e fiacca le passioni; non bisognerebbe mai lasciarlo passare, mai tra chi si ama.
postato da: narrando alle ore 22:20 | link | commenti (15)
categorie: gli addii
martedì, 14 febbraio 2006

Innamorarsi fa faura
La paura è parte dell’amore, perché non smette la diffidenza che sempre accompagna i rapporti umani, ma non hai trincee dietro le quali barricarti, devi giocare allo scoperto e sei vulnerabile, sai che l’altra persona può ferirti a fondo e questo fa paura. Non ti è dato tirare le somme, perché tutti un po’ perdono e un po’ guadagnano e non fanno eccezione le storie finite, perché ti perderesti tra gli infiniti possibili sviluppi, tra gli umori mutevoli di cupido. L’amore non dà certezze, fuorché il bisogno assoluto che ne abbiamo, non accetta ipoteche. E’ un bambino capriccioso ed ha salute cagionevole, soffre le traversie, che spesso lo vincono per scoramento, ma allo stesso modo mal sopporta la calma quotidiana perché lo fiacca la noia. E quindi? L’amore è un azzardo dove “il calcolo dei dadi mai più non torna”.
postato da: narrando alle ore 12:49 | link | commenti (11)
categorie: pensieri
domenica, 05 febbraio 2006

La malinconia
La malinconia è sedimento di tristezza, stratifica come gli anelli nei tronchi d’albero e similmente dichiara i nostri trascorsi, i passati dolori, in parte smemorando di ciascuno per fonderli in un amaro crogiuolo. Il rimpianto appartiene al tempo e con esso cambia se una volta di più la fortuna ti tradisce. La malinconia invece cresce assieme al tempo e diventa la parte dolente di noi, si accuccia in un angolo del cuore come un cane bastonato e aspetta il momento buono per guaire il suo lamento.
postato da: narrando alle ore 19:32 | link | commenti (10)
categorie: pensieri

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